SI RIPARTE DA LUIGI

… E noi, il suo coro, fin qui non abbiamo potuto nemmeno cantare per lui, costretti a rimandare il nostro momento di preghiera, da esprimere certamente col canto, a data futura! …(così nell’articolo pubblicato sul nostro sito lo scorso 8 giugno)

Finalmente quel giorno è arrivato! Non appena le regole e le circostanze l’hanno permesso, ci siamo radunati nel piccolo cimitero di Ceretolo, noi Cantori del Fuso assieme ai parenti stretti del nostro Luigi Picchi. Era una promessa e un desiderio, che domenica mattina 14 giugno abbiamo potuto esaudire.

Un momento intenso, privo di cerimoniale, spontaneo e commovente: i fiori e il cappello da alpino sulla lapide, una dedica di poche parole pronunciata da Alessandro (il più colpito fra noi, per l’amicizia di tutta la vita con Luigi), il breve ricordo commosso di Mario, il maestro.

Il ricordo di Luigi

Con gli occhi lucidi e un groppo in gola gli abbiamo dedicato il “Signore delle cime”, poi, con emozione crescente, abbiamo intonato un canto degli Alpini e infine l’Ave Maria; le note sono forse risultate un po’ singhiozzate, ma siamo certi abbia apprezzato.

Erano quattro mesi che non si cantava assieme, ed è stato bello aver ripreso proprio davanti a Luigi, la cui presenza, quasi palpabile, e il suo sorriso rassicurante abbiamo percepito tutti. Forse è arrivato proprio da lui, dalla sua generosità, il segnale di ripartenza, come se la tragedia che l’ha riguardato e la sospensione per il coronavirus fossero ormai dietro le spalle!

Il Gruppo davanti alla tomba di Luigi

Oltre al pensiero affettuoso e alla preghiera per il nostro Amico scomparso, è stata l’occasione per guardarci negli occhi come Gruppo Cantori del Fuso e parlare un po’ delle nostre cose. Dopo il cimitero, ci è sembrato giusto completare la celebrazione con un rituale del quale proprio Picchi era spesso promotore e cerimoniere: un brindisi! Luigi (che rimarrà nostro esempio e punto di riferimento) non se ne sarà avuto a male: siamo certi avrebbe approvato! E si è cantato ancora un po’!

È così riaffiorata la principale risorsa del nostro Gruppo, che non è scritta né nello statuto né nel regolamento: ci vogliamo bene! Tra commozione, tristezza e qualche sorriso, abbiamo avuto la conferma (ma forse lo sapevamo già) che I FUSI CI SONO, eccome!

Stiamo tentando di attuare i nostri propositi di ripartenza, consci delle notevoli difficoltà imposte dal rispetto delle regole (prove a piccoli gruppi, all’aperto ecc.); ma per ovviare ai problemi di organico (anche stagionali, causa le professioni di qualcuno di noi), ricucire il programma di attività falcidiato dalla pandemia e mandare nuovamente a memoria il repertorio, in poche parole, per tornare a essere quelli di prima, ci vorrà tanta buona volontà e – se possibile – anche qualche rinforzo di organico: per i nuovi elementi sarebbe il momento ottimale, perché avrebbero la possibilità di ripartire insieme a noi!

Sappiamo che molti amerebbero cantare in coro, ma non si fanno avanti, temendo di non averne le capacità. Non è così! Con i giusti metodi e la pazienza di Mario, chiunque (basta la passione e una discreta intonazione) può aggregarsi e arrivare a far parte del coro in tempi non lunghissimi. Prova ne sia che proprio il nostro Gruppo prese le mosse, qualche anno fa, dal desiderio di numerosi amanti del canto, molti dei quali erano, però, totalmente privi di esperienza corale, oltreché diversamente giovani! C’è assoluto bisogno di propagandare questo messaggio!

In attesa di farci vivi (per cantare davanti al nostro pubblico) richiamiamo, in conclusione, lo slogan di questi mesi, che ci auguriamo possa servire come buon auspicio, per il Gruppo Cantori del Fuso e per tutto il mondo della coralità: ANDRA’ TUTTO BENE!