BUON CORO A TUTTI DAL GRUPPO CANTORI DEL FUSO!

Con la definizione Comunità corale individuiamo l’insieme degli appassionati del “cantare in coro”, soprattutto di quelli che vivono questa passione a livello amatoriale, istruiti e guidati – a volte – da autentici musicisti, ammirevoli per la loro disponibilità, oppure da dilettanti, appassionati e competenti, altrettanto ammirevoli per il loro impegno.

Nella sola Emilia Romagna, i cori, limitatamente a quelli iscritti all’associazione che li rappresenta, l’AERCO, sono oltre 230. Ciò significa che 5-6.000 persone, in Emilia Romagna, praticano con continuità e regolarità il canto corale, e questo comporta studio, preparazione e sacrificio, verso obiettivi quali i concerti, le rassegne, le registrazioni, i concorsi, ecc.. Tutto ciò rende questi cori autentici veicoli di cultura, sia essa dotta, come nel caso dei cori polifonici, oppure popolare, come nel caso nostro, il Gruppo Cantori del Fuso.

Nella nostra e in altre regioni italiane, fin dalla metà di febbraio, per inoppugnabili motivi legati all’infezione in corso, il mondo del “cantare in coro” ha dovuto fermarsi. Ciò ha provocato complessi problemi organizzativi (esempio, la miriade di eventi da rinviare e riprogrammare o cancellare), ma – soprattutto – ha fatto scendere un opprimente velo di malinconia, che tutti noi percepiamo.

Questo stato d’animo, a un esame superficiale, sembrerebbe derivare dalla mancanza del fare (con conseguente noia), ma non è così: la privazione della nostra attività preferita ci ha fatto capire che “cantare in coro” non è solo musica e cultura, tutt’altro! È ancor più importante stare insieme, “tirare” tutti dalla stessa parte senza personalismi, condividere lo studio ma anche lo svago, risolvere insieme i problemi, stare anche un po’ coi piedi sotto la tavola, perbacco!

In due sole parole: VOLERSI BENE!

Ecco cosa ci manca: GLI ALTRI! E pensare che nel nostro coro avremmo dovuto saperlo: infatti, esaminando la dicitura anagrafica che ci individua (Gruppo Cantori del Fuso), andavamo affermando che la parola Gruppo è più importante della parola Cantori! Sembrava poco più di una clausola di stile, belle parole … … e, invece … …

Ci voleva questo brutto momento per farci capire che è veramente così: siamo tristi, un po’ perché abbiamo una gran voglia di cantare (manca poco che ci … … cantiamo addosso), ma soprattutto perché vogliamo tornare, il più presto possibile, a essere ciò che desideriamo: il GRUPPO!

Nella quasi certezza che questo sentimento sia condiviso anche da tante altre formazioni corali, attendiamo assieme a loro, con pazienza e fiducia, la fine di questo periodo triste: la ripresa non potrà che essere MERAVIGLIOSA!

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